05/07/2011

Rapporto Mapping dell'Onu sui crimini commessi in RDCongo dal 1993 al 2003 - 6° uscita

SOMMARIO:

SEZIONE I. - CAPITOLO II.

LUGLIO 1996 - LUGLIO 1998: PRIMA GUERRA E REGIME DELL’AFDL

C. ATTACCHI CONTRO LE ALTRE POPOLAZIONI CIVILI

1. Nord Kivu

2. Sud Kivu

3. Kinshasa

  

Nella loro avanzata verso Kinshasa, oltre ai rifugiati, i soldati dell’AFDL/APR avrebbero ucciso anche molti Banyarwanda hutu. Essi avrebbero eliminato anche molti civili sospettati di aiutare gli ex-FAR/Interahamwe e i rifugiati hutu ruandesi in fuga.

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Una marcia per la Pace in RDCongo

In questi giorni è in corso una piccola ma significativa iniziativa. Si tratta di una “Marcia a Roma per la Pace nella Rep. Dem. del Congo” effettuata da John Mpaliza, un Congolese originario di Bukavu (Kivu) e residente in Italia da 17 anni. Specializzato in informatica presso l’università di Parma, risiede attualmente a Reggio Emilia, dove lavora presso l’amministrazione provinciale.

L’anno scorso ha fatto il cammino di Santiago de Compostela attraverso la Spagna e ha avuto la possibilità di parlare con molti pellegrini sulla drammatica situazione del Congo.

Quest’anno ha voluto fare il cammino della “Francigena”, partendo da Reggio Emilia, passando per Parma, La Spezia, Pisa, Livorno, per arrivare, sempre a piedi, a Roma. L’obiettivo della marcia è di poter sensibilizzare, lungo il percorso, gruppi e istituzioni sull’attuale situazione del Congo.

Alcuni appuntamenti, come quelli di La Spezia, Pisa e Livorno, sono stati concordati già in anticipo. L’iniziativa è appoggiata dal Comune e dalla Provincia di Reggio Emilia.

Alla presentazione della marcia, il 25 giugno, era presente il Sindaco di Reggio Emilia, a cui è stato consegnato il Rapporto Mapping dell’Onu sui crimini commessi in RDCongo dal 1993 al 2003 e un rapporto del gruppo degli esperti dell’Onu sullo sfruttamento illegale delle risorse minerarie del Congo. Il 26 giugno, John ha iniziato la sua marcia.

Per maggiori informazioni, consultare  http://www.facebook.com/peacewalkingman continuamente aggiornato da John stesso.

Questa iniziativa di John potrebbe stimolarne altre simili.

Grazie John e… Buon viaggio!

03/07/2011

Congo Attualità 126 - 1° parte

20 giugno 2011

Rete Pace per il Congo

E-mail: info@paceperilcongo.it

 

SOMMARIO:

EDITORIALE

POLITICA 

Processo elettorale 

Ministero di Giustizia

KIVU  

Ancora una volta, la questione dell'insicurezza 

I militari del CNDP: un esercito nell’esercito

Negoziazioni in corso con le FDLR

Butembo: città della resistenza

 

 

EDITORIALE:

 

Molti sono i problemi della Repubblica Democratica del Congo (RDCongo). La preparazione delle prossime elezioni presidenziali e legislative risulta molto incerta: la registrazione degli elettori procede molto lentamente e con molte irregolarità, i partiti di opposizione non riescono a trovare un accordo su un candidato unico che possa essere un’alternativa credibile al presidente uscente.

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Congo Attualità 126 - 2° parte

20 giugno 2011

Rete Pace per il Congo

E-mail: info@paceperilcongo.it

 

SOMMARIO:

TRE TESTIMONIANZE

Parlamentari del Quartiere FURU di Butembo: un esempio di "democrazia partecipativa" 

Il dottore Denis Mukwege di fronte alle violenze inflitte alle donne 

Bukavu: ho un sogno

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I minerali del conflitto in RDCongo

SOMMARIO:

A. CIÒ CHE EURAC E FATAL TRANSACTION CHIEDONO ALL’UE

B. CAMBIAMENTI NECESSARI NEL SETTORE MINERARIO (Global Witness)

C. SMILITARIZZAZIONE DEL COMMERCIO DEI MINERALI CONGOLESI:

     OPPORTUNITÀ E OSTACOLI (Global Witness)

1. Diligenza ragionevole, tracciabilita e certificazione:  

2. Opportunità di smilitarizzazione 

3. Il Ruanda: pronto a far parte della soluzione? 

4. Raccomandazioni

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13/06/2011

Rapporto Mapping dell'Onu sui crimini commessi in RDCongo dal 1993 al 2003 - 5° uscita

SOMMARIO:

SEZIONE I – CAPITOLO II:

LUGLIO 1996 - LUGLIO 1998: PRIMA GUERRA E REGIME DELL'AFDL 

B. ATTACCHI CONTRO I RIFUGIATI HUTU 

4. Provincia Orientale 

- Attacchi contro i rifugiati sulla strada Lubutu-Kisangani 

- Rifugiati uccisi o scomparsi a Kisangani e dintorni 

- Attacchi contro i rifugiati lungo la linea ferroviaria Ubundu-Kisangani

- Attacchi contro i rifugiati lungo la strada Kisangani-Opala 

5. Equateur 

 

Numerosi incidenti repertoriati in questo rapporto, se fossero oggetto di inchieste e fossero comprovati davanti a un tribunale competente, rivelano delle circostanze e dei fatti a partire dai quali un tribunale potrebbe confermare l'intenzione di distruggere in parte il gruppo etnico hutu in RDC. L'ampiezza dei crimini e il grande numero di vittime, probabilmente varie decine di migliaia, di ogni nazionalità, sono dimostrate dai numerosi incidenti repertoriati nel rapporto (104 incidenti). L'uso estensivo di armi bianche (principalmente martelli) e l'apparente natura sistematica dei massacri dei superstiti dopo la presa dei campi profughi, potrebbe indicare che i numerosi decessi non sono imputabili alle conseguenze della guerra o assimilabili a danni collaterali. Tra le vittime, c'era una maggioranza di bambini, di donne, di anziani e di malati, spesso sottoalimentati, che non rappresentavano nessun rischio per le forze attaccanti. 

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Rapporto Mapping dell'Onu sui crimini commessi in RDCongo dal 1993 al 2003 - 4° uscita

SOMMARIO:

SEZIONE I – CAPITOLO II:

LUGLIO 1996 - LUGLIO 1998: PRIMA GUERRA E REGIME DELL'AFDL 

B. ATTACCHI CONTRO I RIFUGIATI HUTU 

2. Nord Kivu

3.Maniema

  

L'ampiezza dei crimini, il grande numero di vittime, l'uso estensivo di armi bianche (principalmente martelli) e l'apparente natura sistematica dei massacri dei superstiti dopo la presa dei campi dei rifugiati, potrebbero indicare che i numerosi decessi non sono imputabili alle conseguenze della guerra o assimilabili a danni collaterali. Tra le vittime, infatti, c'era una maggioranza di bambini, di donne, di anziani e di ammalati, spesso sottoalimentati, che non rappresentavano nessun rischio per le forze attaccanti. 

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03/06/2011

Ruanda Attualità - maggio 2011 - 1° parte

30 maggio 2011

Rete Pace per il Congo

E-mail: info@paceperilcongo.it

 

SOMMARIO: 

EDITORIALE

VICTOIRE INGABIRE IN ISOLAMENTO

IL "MODELLO RUANDESE": UNA ILLUSIONE 

- In che cosa il Ruanda potrebbe servire da modello agli altri paesi africani? 

- "Bye bye nyakatsi": un disastro umanitario 

- 200 milioni di euro al Ruanda per rinforzare la dittatura 

  

EDITORIALE:

 

Numerose voci, fra cui quelle di organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch, ben note per la loro oggettività, di ricercatori indipendenti, di giornalisti e di Ruandesi di diverse origini etniche e condizioni sociali non cessano di denunciare il totalitarismo e la criminalità statale eretta in metodo di governo dal regime ruandese del presidente Paul Kagame. 

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Ruanda Attualità - maggio 2011 - 2° parte

30 maggio 2011

Rete Pace per il Congo

E-mail: paceperilcongo.it

 

SOMMARIO: 

LA LUGUBRE OFFENSIVA DI UN REGIME IN DECLINO 

- Un'assillante campagna di minacce contro la diaspora ruandese nel Regno Unito. 

- Londra: incontro con una Ruandese scomoda.

- Due preti ruandesi denunciano il terrorismo intellettuale praticato dal regime di Kigali. 

- Il Ruanda recluterebbe degli hackers per piratare dei siti dell'opposizione. 

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Ruanda Attualità - maggio 2011 - Supplemento

30 maggio 2011

Rete Pace per il Congo

E-mail: info@paceperilcongo.it

 

SOMMARIO:

A. LE RESPONABILITÀ DEL FPR SONO EVIDENTI

La dichiarazione dell'Istituto Internazionale di Diritto Umanitario (Stati Uniti

Un militare del FPR arrestato a Washington

Il TPIR verso la fine del suo mandato: un bilancio mediocre 

B. RUANDA: L'ACCECAMENTO DEGLI ATTIVISTI DEL FPR

I. La differenza di natura tra i massacri dei Tutsi e i massacri degli Hutu.

1. Solo i massacri dei Tutsi devono essere considerati come un genocidio

2. I massacri dei rifugiati Hutu in RDCongo non erano intenzionali

3. Il numero delle vittime in RDCongo e in Ruanda è stravagante

II. Il FPR non ha fatto che esercitare il suo diritto di "legittima difesa".

1. L'ONU non ha rispettato le regole internazionale in materia di rifugiati

2. I campi dei rifugiati erano controllati dai genocidari

3. Gli ex-FAR e gli Interahamwe avevano intenzione di invadere il Ruanda

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